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Fertilità maschile, l’importanza di sport e movimento

Roma, 19 febbraio 2018 - In Italia un maschio su tre è a rischio di infertilità, il 15% di quelli tra i 13 e i 55 anni è sterile e i ragazzi di oggi risultano meno fertili dei loro padri. Si crede che l’apparato genitale maschile, per antonomasia, sia forte e resistente: invece è totalmente falso. È infatti esposto a una serie di fattori di rischio come traumi, infezioni, malattie a trasmissione sessuale, situazione ambientali e, ultimi ma non meno importanti, stili di vita scorretti. “La sedentarietà in modo particolare è una grandissima nemica della fertilità maschile - commenta il prof. Giario Conti, Segretario Nazionale della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) -. Lo sport, al contrario, previene alcuni fattori di rischio, come l’obesità e il sovrappeso e può aiutare a stare alla larga da alcol e fumo. Sin da giovanissimi, perché la salute riproduttiva inizia a costruirsi fin dalla tenera età. L’importante quindi è muoversi. L’attività fisica protegge quindi alcuni organi, come la prostata, anche dal rischio cancro”. Attenzione soltanto ad alcuni sport caratterizzati da performance davvero impegnative, come ad esempio la maratona, o praticati in età molto giovane: possono infatti interferire con i meccanismi che stimolano la funzione testicolare. “Inoltre, alcune discipline causano fatalmente dei microtraumi a livello locale, come il ciclismo e l’equitazione - aggiunge il prof. Conti -. L’insieme di tutti questi fattori elencati è un problema reale, a cui va aggiunto sicuramente anche lo stress, in grado di influire sulla capacità erettile”.

 
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