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FIMMG, FIMP e SUMAI in Assemblea congiunta insieme ai Cittadini

Roma, 6 giugno 2017 – FIMMG, FIMP e SUMAI riuniranno il prossimo 16 giugno a Roma, presso il Centro Convegni Cavour – Carte Geografiche in via Napoli n.36, in assemblea congiunta, le proprie Segreterie Nazionali. Obiettivo dichiarato dell’incontro, al quale è stata invitata anche TdM-Cittadinanzattiva, è portare in evidenza una necessità ormai conclamata che non può più attendere: la definizione di un nuovo Atto d’Indirizzo per superare lo stallo della contrattualità dell’area convenzionata, unica vera possibilità per il rilancio delle cure territoriali.

“Medici di Famiglia, Pediatri di Famiglia e Specialisti Ambulatoriali – dichiarano in una nota congiunta Silvestro Scotti segretario FIMMG, Giampietro Chiamenti presidente FIMP e Antonio Magi segretario SUMAI Assoprof – fino ad oggi hanno dato risposta ai sacrifici richiesti al Paese facendosi carico dei bisogni espressi da una collettività sempre più in sofferenza. Hanno sostenuto l’assistenza territoriale nonostante un modello organizzativo che da tempo ha mostrato tutti i propri limiti per l’assenza di quelle scelte contrattuali innovative che avrebbero potuto permettere a questi professionisti di esprimere al meglio la propria capacità assistenziale, offrendo ai cittadini più servizi ed efficienza”. “In questi 7 anni di fermo contrattuale – continuano i tre sindacati più rappresentativi della Medicina Convenzionata – l’Italia è cambiata: la popolazione è invecchiata, sono aumentate le patologie croniche e il carico assistenziale da esse richiesto è sempre più complesso, si è evidenziata una forte necessità di fare prevenzione. In molte aree del Paese, dove i Medici che vanno in pensione non sono, già oggi, sostituiti da nuovi ingressi, si profila il rischio del default assistenziale. Il tutto favorito anche dall’inerzia contrattuale, oltre che da quella di chi dovrebbe fare programmazione e favorire la scelta vocazionale dei giovani Medici. Le risposte che sono state date, attraverso provvedimenti legislativi e di programmazione nazionale e regionale, anche importanti, sia ai pazienti/cittadini (piano della cronicità, LEA, piano vaccinale) che ai professionisti (legge sulla responsabilità professionale, sentenza Corte Costituzionale su blocco economico dei contratti, appostamento risorse finanziarie nelle leggi e norme competenti, legge “Madia”) non dissipano l’impressione che si tratti di provvedimenti che rincorrono l’evoluzione della realtà invece di realizzarla in un divenire integrato e in una strategia politica reale e tangibile. Oltretutto rischiano, per il sovrapporsi di nuovi eventi e nuove emergenze, di rimanere di fatto lettera morta soprattutto se non trovano la loro naturale evoluzione in coerenti Accordi Collettivi Nazionale della medicina convenzionata” .

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