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Agricoltura biologica, ecco alcuni numeri

Roma, 1 giugno 2017 – Negli ultimi anni si parla molto di agricoltura biologica. Ma che cos’è di preciso e quanto è diffusa in Italia? Secondo il Ministero delle Politiche Agricole per agricoltura biologica si intende: “un sistema di produzione agricola che ha come obiettivo il rispetto dell’ambiente, degli equilibri naturali e della biodiversità, e che cerca di offrire al consumatore prodotti genuini ottenuti nel rispetto del ciclo della natura….utilizzando tecniche rispettose della fertilità del suolo, delle singole colture, degli animali e dell’equilibrio ambientale: tali tecniche escludono l’impiego di concimi, fitofarmaci e medicinali veterinari chimici di sintesi, e Organismi Geneticamente Modificati (OGM)”.

Secondo gli ultimi dati, sempre del Ministero, le imprese inserite nel sistema di certificazione per l’agricoltura biologica sono 59.959. Nel 2015 la superficie coltivata secondo il metodo biologico in Italia risulta pari a 1.492.579 ettari (ha), con un aumento complessivo, rispetto all’anno precedente, del 7,5% (+104.000 ha). I principali orientamenti produttivi sono le colture foraggere (281.907 ha), i pascoli (257.263 ha) e i cereali 8226.042 ha). Segue, in ordine di estensione, la superficie investita ad olivicoltura (179.886 ha). Per quanto riguarda le superfici biologiche, il podio spetta a queste tre regioni: prima la Sicilia con 303.066 ha, seguono la Puglia con 176.998 ha e infine la Calabria con 160.164 ha.

Tra i vari prodotti biologici coltivati in Italia c’è anche il riso integrale germogliato. Viene ottenuto utilizzando soltanto semi di riso integrali provenienti da coltivazioni biologiche italiane e acqua pura di sorgente. Dal punto di vista nutrizionale il riso integrale è il più equilibrato tra i cereali e consumato abitualmente può aiutare a mantenere il corpo in salute.

 

 

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