Tamponi rapidi in farmacia: non è tempo di rivolte!

Tamponi rapidi in farmacia: non è tempo di rivolte!

Prendiamo atto, anche con un po’ di amarezza, delle dichiarazioni a mezzo stampa del presidente dell’ordine dei medici che esprimono una posizione di forte contrasto che i Medici di famiglia stanno assumendo a fronte del protocollo regionale che consente alle farmacie di eseguire i tamponi rapidi Covid 19.
Innanzitutto, ci preme sottolineare che è la legge a legittimare i tamponi in farmacia: la ratio che sottende i recenti provvedimenti normativi in materia è quella di affrontare il momento straordinario con misure straordinarie e con l’aiuto di tutti.
È assurdo, in questo contesto, così difficile e drammatico, accendere guerre di religione e contrapposizioni corporative.
È chiaro che i farmacisti si impegnano, almeno al pari dei medici, in questa situazione spinti dal senso civico e di servizio in un momento di emergenza, perché è evidente a chiunque che di lucro non si possa parlare.
Inoltre, non è vero che i tamponi in farmacia favoriscano la latitanza dei positivi: i risultati dei test vengono tracciati e monitorati nel portale regionale.
Ci fermiamo qui con le argomentazioni di principio, perché ci pare inopportuno intavolare a mezzo stampa discussioni irrispettose nei confronti della moltitudine di cittadini preoccupati di essere contagiati e portatori di contagio. Ancora più irrispettose nei confronti di chi la malattia l’ha vissuta o la sta vivendo.
I farmacisti sono al fianco dei Medici sempre e in ogni caso ma sempre e in ogni caso al fianco dei cittadini.

 

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